E Tu Slegalo Subito | Ristampa del libro “…e tu slegalo subito. Sulla contenzione in psichiatria” di Giovanna del Giudice
E Tu Slegalo Subito | Campagna nazionale per l’abolizione della contenzione promossa dal Forum Salute Mentale
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Ristampa del libro “…e tu slegalo subito. Sulla contenzione in psichiatria” di Giovanna del Giudice

Ristampa del libro “…e tu slegalo subito. Sulla contenzione in psichiatria” di Giovanna del Giudice

Pochi giorni fa è uscita la ristampa del libro “…e tu slegalo subitoSulla contenzione in psichiatria” di Giovanna del giudice, la cui prefazione è dedicata ad Elena Casetto, la giovane di 19 anni morta quest’estate a Bergamo perché legata a un letto durante un incendio nel reparto dell’ospedale.
Dalla pagina “Collana 180”:
È uscita in questi giorni per la nostra collana, edita da edizioni alpha beta verlag, la ristampa di un volume “straziante e bellissimo” che tiene alta l’attenzione su un tema radicale e dibattuto e che affronta con immensa passione un argomento che ha a che fare con la dignità umana dei pazienti psichiatrici, o meglio: delle persone che vivono il disturbo mentale. La contenzione.

… e tu slegalo subito. Sulla contenzione in psichiatria” di Giovanna Del Giudice è stato ristampato. Qui alcune righe tratte dalla nuova prefazione firmata dall’autrice. La toccante dedica non ha bisogno di ulteriori commenti.

Dedicato a Elena
che non avrebbe voluto

Sono passati cinque anni dalla prima edizione. La questione taciuta e irrisolta della contenzione pretendeva allora di essere portata alla luce, esposta, denunciata. Poco si voleva sapere, e poco si vuole sapere oggi. Molti, quando venivano a conoscenza di quanto accadeva nei luoghi della psichiatria mostravano incredulità, erano sorpresi, attoniti: com’è possibile – dicevano – ancora oggi, dopo la chiusura dei manicomi… Forse per questo “E tu slegalo…” insieme ad altri testi sul tema, ha trovato consenso, non larghissimo come è naturale per lavori di questa natura, ma inaspettato, tanto da vendere fino all’ultima copia. Sono passati cinque anni, e anche se qualcosa è cambiato, resta intenso, forse ancora più profondo il bisogno di conoscenza, di discussione, di denuncia. Dalla prima edizione sono accaduti avvenimenti significativi che hanno sicuramente influenzato il ricorso alla contenzione. La diffusione di testi, di dibattiti, di testimonianze ha seminato, ne siamo certi, qualche necessaria incertezza. E tuttavia “la pratica insensata e orrenda”, come oggi molti dicono, è ancora tragicamente diffusa nei servizi della psichiatria e nelle strutture per gli anziani, portatrice di dolore, di annientamento, a volte di morte. È per continuare a fornire occasioni di confronto e conoscenza che trova ragione la seconda edizione.