E Tu Slegalo Subito | Il Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani condanna le pratiche psichiatriche coercitive, equiparandole alla tortura
E Tu Slegalo Subito | Campagna nazionale per l’abolizione della contenzione promossa dal Forum Salute Mentale
slegalosubito, contenzione, salute mentale
2221
post-template-default,single,single-post,postid-2221,single-format-standard,cookies-not-set,do-etfw,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive
 

Il Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani condanna le pratiche psichiatriche coercitive, equiparandole alla tortura

Il Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani condanna le pratiche psichiatriche coercitive, equiparandole alla tortura

Insalutenews.it

11 ottobre 2018

Il Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani condanna i trattamenti psichiatrici coercitivi, incluso elettroshock (TEC), e chiede di abolire tutte le leggi che autorizzino tali pratiche nel campo della salute mentale. Il report non è ancora disponibile in italiano, ma la versione originale inglese si trova qui.

Secondo questo rapporto, i paesi (aderenti all’ONU) dovrebbero “riclassificare e riconoscere queste pratiche come tortura o, comunque, trattamenti punitivi, crudeli, disumani e degradanti”. Il rapporto rappresenta il documento finale che riassume i lavori della Commissione, riunita a Ginevra sotto la direzione del Referente Speciale delle Nazioni Unite, cui hanno partecipato anche alcune vittime di abusi psichiatrici e qualche organizzazione non governativa tra cui il CCHR – Citizen Commission for Human Rights – associazione statunitense gemellata col CCDU.

Nell’ottantesimo anniversario della nascita della cosiddetta terapia elettroconvulsivante, nota anche come elettroshock, questo documento delle Nazioni Unite conferma ciò che l’organismo di vigilanza contro gli abusi psichiatrici chiede da anni: l’abolizione dell’elettroshock. Nelle parole di Roberto Cestari, presidente del CCDU, “La TEC fu inventata nell’Italia fascista nel 1938, usando corrente a 80 volt. Dopo la prima seduta, il malcapitato paziente gridò ‘non un’altra – è mortale!’ Oggi l’elettroshock (o trattamento elettroconvulsivo) utilizza corrente fino a 400 volt, e si stima che nel mondo se ne facciano oltre 75.000 all’anno”.

Il rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite conferma che secondo il Referente Speciale Catalina Devandas Aguilar “gli interventi forzosi, siano elettroconvulsivi, psicochirurgia, sterilizzazione forzata o altri trattamenti invasivi, dolorosi e irreversibili, sono tuttora consentiti in violazione della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”.

Da parte sua, Nils Melzer, Referente Speciale su tortura e altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti, si è unito al coro condannando come illegale il ricovero forzato – una vera e propria tortura. Melzer ha ricordato come spesso “i pazienti con disabilità psicofisiche perdono i loro diritti legali, e spariscono così dalla visione dei nostri radar legali, subendo contro la loro volontà un trattamento approvato da terzi al posto loro”.

Non è la prima volta che un comitato ONU definisce la TEC come tortura. Nel febbraio del 2013 il Referente Speciale Juan E. Mendez denunciava come “il carattere discriminatorio dell’intervento psichiatrico forzoso … nonostante la pretesa di buone intenzioni, rientra tra i requisiti previsti dall’articolo 1 della Convenzione contro la Tortura … ed è necessario imporre un divieto assoluto di qualsiasi intervento medico forzoso e non volontario, incluso la somministrazione coatta di psicochirurgia, elettroshock e psicofarmaci”.

Nei commenti finali, il Consiglio ONU per i Diritti Umani scrive: “Durante il dialogo interattivo, il rappresentante del CCHR era tra coloro che hanno reiterato la necessità di passare dal modello biomedico e privazione di libertà per focalizzarsi sulle vere cause e promuovere un’autentica guarigione”.

In Italia, vicende come quella di Francesco Mastrogiovanni – maestro elementare, 58enne originario di Castelnuovo Cilento (SA) che il giorno 4 agosto 2009 è morto nel reparto di psichiatria dell’ospedale pubblico “San Luca” di Vallo della Lucania dopo un’ospedalizzazione e contenzione (legato mani e piedi ad una branda) durata oltre 80 ore, – o come l’omicidio colposo di Andrea Soldi – 45enne malato di schizofrenia paranoide, morto in seguito al tentativo di trattamento sanitario obbligatorio il pomeriggio del 5 agosto 2015 – non devono più accadere. In occasione della Giornata della Sanità Mentale lanciamo un appello allo Stato Italiano affinché recepisca al più presto le raccomandazioni del Consiglio ONU per i Diritti Umani al fine di far cessare i crimini contro l’umanità commessi da alcuni psichiatri nel campo della Salute Mentale.

 

 

Foto:  (AP Photo/Atlanta Journal-Constitution archives at Georgia State University)